Quello che perdi non torna più…
"Quello che perdi non torna più. 
Quello che trascuri si trasforma.
Non passa giorno che non penso a quello che l'illusione del gioco mi aveva spinto a fare; quello che il meccanismo del gioco mi aveva spinto ad essere. Ho giocato per 4 anni, giorni quasi piacevoli all'inizio, anche perché era diventato un passatempo spensierato.
I giorni passavano e mi accorgevo che quel passatempo era diventato un bisogno, una dipendenza. Passavo le ore a giocare e se non uscivo giocavo online. Avevo perso la cognizione del tempo, del denaro, della famiglia e di me stesso. Inventavo bugie ben costruite per giocare, fino a quando mia moglie scoprì i conti in rosso, le mie mancanze dal lavoro. Mi sembrava di essere caduto dal quinto piano, non mi sentivo più padrone di me stesso.
Da lì ogni giorno furono liti e pianti e i sensi di colpa iniziarono a prevalere su tutto.
Non vedevo via d'uscita. Avevo passato talmente tanto tempo dietro a questo mio "gioco" che avevo perso anche il contatto con gli amici. 
Andai così da un parroco, parlai, gli dissi tutto.
Lui mi consigliò di fare lo stesso con mia moglie, e che dovevo seguire un programma di recupero, seguire delle riunioni.
Feci come mi disse il parroco e iniziai a curarmi. Sono due anni che non gioco.
La mia vita è cambiata e anche se l'ho salvata ho perso davvero quello che per me era importante, me stesso e l'affetto e la fiducia di chi mi era accanto.
Forse è vero che alcuni mi vedranno sempre come un giocatore, ma quello che conta è la mia coscienza, i miei pensieri puliti, la serenità. 
Curatevi, chiedete aiuto. "
Grazie gruppo. 
Anonimo"  "